PALERMO – Mettere all’angolo l’immagine del solo “deputato delle denunce” per vestire i panni del candidato alla presidenza con una squadra di “super-esperti” al seguito. Nella sala stampa dell’Assemblea Regionale Siciliana, Ismaele La Vardera ha rilanciato la sua corsa alla presidenza della Regione presentando il simbolo da campagna elettorale del movimento “Controcorrente” e i componenti del Comitato Tecnico Scientifico che redigeranno il programma di governo.
Il simbolo con il nome
La novità più rilevante sul piano dell’immagine è l’assenza del cognome nel logo elettorale. “Tutti mi chiamano per nome ed è bello così. Dico a tutti: chiamatemi Ismaele”, ha esordito il deputato regionale, sottolineando la volontà di proporsi come un presidente “vicino alla gente”, in netta contrapposizione con quello che definisce il modello di Schifani, descritto come un “uomo solo al comando”. La Vardera ha annunciato di aver già toccato 7 dei 391 comuni siciliani, parlando di un'”onda” già partita dai territori.
La squadra dei tecnici
L’obiettivo dichiarato durante la conferenza è stato quello di dimostrare che la candidatura non è una “fuga in avanti” solitaria, ma un progetto strutturato. La Vardera ha infatti presentato una lista di profili accademici e professionali “di alto livello” che comporranno il suo “gabinetto” programmatico.

Tra i nomi di spicco figurano l’economista Andrea Cirà, la dirigente regionale Maria Cristina Stimolo e il ricercatore di Berkeley Michele Segretario, esperto di migrazioni e “restanza”. Spazio anche alla cultura con il medievista Francesco Paolo Tocco e l’artista Giuseppe Lo Presti, e alla sanità con il chirurgo Francesco Caronia e il cardiologo Giovanni Di Vita.
Nota di rilievo simbolico è la presenza dell’architetto Giuseppe Alessi, nipote del primo storico presidente della Regione Siciliana. Un richiamo alla tradizione autonomista che La Vardera intende declinare in chiave moderna. Presente anche lo sport con la campionessa mondiale di kickboxing Elena Pantaleo.
L’appello al “Campo Largo” e l’affondo contro Meloni
Ma La Vardera ha usato la conferenza stampa anche per inviare un messaggio politico chiaro agli alleati del centrosinistra: “Ora la coalizione non ha più scuse. Metto a disposizione di tutti questi massimi esponenti per lavorare al programma”. Il leader di Controcorrente ha chiesto ufficialmente ai partiti del “campo largo” di partecipare alla costruzione di una proposta basata su “questione morale e competenza”.
Non è mancato un passaggio durissimo nei confronti della premier Giorgia Meloni, rea, secondo il deputato, di aver criticato il suo operato in un momento di crisi internazionale: “Ha dimostrato di non essere più lucida. Le chiedo pubblicamente di tornare in sé e di usare in Sicilia lo stesso metro usato a Roma, mettendo alla porta i suoi compagni di partito inquisiti e mandando a casa il governo Schifani”.
Verso la campagna elettorale
Con la presentazione del comitato scientifico, La Vardera prova a blindare la sua candidatura alzando l’asticella del confronto programmatico. “Sento dire spesso che La Vardera è solo denuncia, ma non è così”, ha concluso il candidato, definendo i nomi presentati oggi come la prova di una “proposta concreta” per il futuro della Sicilia.
