Rotoli, l'eredità che lascia Orlando: qui Palermo è morta

Rotoli, l’eredità che lascia Orlando: qui Palermo è morta

Commenti

    Ciò che colpisce di questa campagna elettorale amministrativa surreale è l’ assenza di uno straccio di programma.
    Nessuno dei candidati ( ma quanti sono?) lo ha presentato, eppure manca meno di un mese al voto.
    La gente perché dovrebbe votarli?
    Ancora mancano le liste degli assessori e i partiti litigano per avere più posti e più potere.
    Temo che il partito che vincerà queste elezioni sarà quello dell’astensionismo.
    Nelle ultime elezioni amministrative votò meno del 40% degli aventi diritto, oggi si rischia di battere questo dato negativo.
    Il nuovo sindaco, chiunque sia, sarà espressione di una minoranza della città.
    Ci attendono tempi bui.
    Forse la cosa più saggia sarebbe annullare le elezioni e commissariare la città.

    Miceli viene appoggiato da Orlando e Giusto Catania con quale faccia votate Miceli?

    Orlando mentre tu pontifici la gente che ti guarda ti dice solo una cosa: INDEGNO !!

    Primo argomento che dovrebbe affrontare e risolvere il prossimo Sindaco !!!!!!!!!!

    Vedo solo assenza delle Istituzioni che in questi anni sarebbero dovute intervenire di fronte le macroscopiche ed evidenti omissioni su questa vergognosa Amministrazione comunale uscente . Provo solo schifo e vergogna

    Tale situazione che perdura da 2 anni, senza che nessuno abbia preso provvedimenti anche legali, mi chiedo Morvillo, Di Lello, la Falcone non hanno preso una posizione, anche con denunzie penali, dove sono stati.

    Come mai le televisioni nazionali non fanno vedere al mondo intero che cosa ha combinato Orlando & C ?

    Il colmo è che questo arrogante megalomane signore ha lasciato il rapporto delle cose fatte dimenticando di menzionare la vergogne!

    Orlando se ne sta fottendo.

    Orlando il distruttore di Palermo ,vergognoso lui e giusto catania

    non scrivete i commenti siete amici di Orlando ,vergognatevi

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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