Sindacati contro il governo | "Così l'Italia va a sbattare"

Sindacati contro il governo | “Così l’Italia va a sbattare”

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Commenti

    Cari sindacati purtroppo non avete capito nulla. Agli italiani interessa solo e soltanto il vile denaro e pur di ottenere un reddito di cittadinanza oppure i vecchi 80 euro sarebbero disposti a votare anche per il Demonio. Il vostro pensiero sarebbe giusto in un paese normale ma purtroppo l’Italia non lo è, qui comanda il Dio denaro ed a Palermo alle vostre giuste istanze per il lavoro vi risponderebbero in coro: dattini i picciuli picca maliritti e subito. E’ triste, lo capisco, ma purtroppo ormai gli italiani sono questi e conoscono come sola religione l’ammontare del saldo del proprio conto corrente….

    I sindacati NON SONO FONTI ATTENDIBILI – ma in questo caso è la verità – la produzione è azzerata – l’assistenzialismo improduttivo PROTAGONISTA – non c’è più lavoro anche con NAVIGHETOR PALOMBARI – Appalti AZZETATI con blocco dell’indotto principale – Legge sugli appalti CHE FAVORISCE RIBASSI FALLIMENTARI e buona solo per fare giocare CANTONE- VERGOGNA

    @ Melo concordo pienamente.

    La voce dei sindacati è importante ma non sò quanto può essere attendibile quella della UIL visto che l’età media dei sindacalisti della UIL ha 70anni e da 40anni questi signori, seduti nelle loro poltrone, illudono i lavoratori.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Dopo i primi cinque posti della classifica Swg sul gradimento dei presidenti di Regione, al sesto posto si collocano a pari merito Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato rispetto al 2025 con otto punti in meno. Seguono Eugenio Giani (Toscana) al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno. Più indietro Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, senza variazioni, e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. Chiudono la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.

Come volevasi dimostrare. È stata una farsa, hanno dato l' illusione che ci fosse un cambiamento. In realtà troppi collusi da smontare. Solo un intervento del Padre da lassù in questa terra bruciata.

La Democrazia Cristiana era ben altro. non era solo esercizio di potere ma aveva dei valori che ne sostanziavano l'esistenza. questa DC si è concretizzata su Cuffaro e il suo modo di fare politica; a outia! e per la bottega sta con chiunque consenta che questa possa sopravvivere, MI chiedo può un democristiano accettare sic et simpliciter un accordo con la lega che è l'antitesi dell'essenza stessa della DC, se non per un mero patto di potere? Sarà forse anche questo che non ha consentito tra mille altre cose , che la nuova DC non esplodesse in termini di consenso e di rimanere nel limbo del 5%? e a questo punto una domanda è d'obbligo: ma ne è valsa la pena rimetterla in piedi?

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