Furti, rapine ed estorsioni: viaggio nella Palermo violenta

“Ti sbatto la testa per terra”| Viaggio nelle viscere di Palermo

Commenti

    Grazie a Forze dell’Ordine e Magistratura.
    Abbasso al legislatore che troppo spesso consente ai delinquenti, dopo che le forze dell’ordine rischiano la vita per arrestarli, di riconquistare la libertà e TORNARE a DELINQUERE

    Ed io aggiungo restituendo anche con tante scuse, così come avviene nel 99% dei casi, gli ingenti patrimoni in un primo momento confiscati frutto delle attività delinquenziali.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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