Sicilia, tregua nel centrodestra: vertice di maggioranza, le decisioni

Tregua nel centrodestra, tra rimpasto ed emendamenti territoriali VIDEO

Le decisioni prese nella riunione di Torre Pisana. Ma nasce un caso Noi moderati
il VERTICE DI MAGGIORANZA
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PALERMO – La promessa del rimpasto da mettere in moto entro fine aprile e di un maggiore coinvolgimento dei deputati nelle scelte che dovranno essere fatte in occasione delle due manovre che il governo metterà a terra: quella di luglio e la legge di stabilità autunnale. Con queste due rassicurazioni date al vertice di maggioranza, il presidente della Regione, Renato Schifani, è riuscito ad ottenere una sostanziale tregua nel centrodestra che da tempo sbanda all’Ars.

Il vertice di maggioranza in Torre Pisana

Il vertice andato in scena ieri, martedì 14 aprile, in Torre Pisana ha portato ad un chiarimento su diversi punti. Schifani e il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, hanno riunito al tavolo i capigruppo e i rappresentanti principali della maggioranza per cercare di analizzare i motivi dei mal di pancia che da mesi si riflettono in Aula, tra franchi tiratori e assenze strategiche.

Rimpasto, si entra nel vivo

Il rimpasto, primo elemento di frizione, si farà entro la fine del mese. Mancano pochi giorni ormai al pronunciamento del gup sul destino giudiziario dell’assessora al Turismo Elvira Amata e da quel momento si entrerà nel vivo delle operazioni. Diverse le caselle che dovrebbero cambiare ma tra queste non dovrebbe esserci quella dell’assessorato all’Economia. Il borsino vede infatti sempre più in rialzo le quotazioni di Alessandro Dagnino, che sta già lavorando a diversi dossier.

Tra questi quello degli aiuti da mettere in atto al più presto contro il caro carburanti. Il governo ha messo sul tavolo 25 milioni di euro da destinare all’autotrasporto che sta subendo anche i rincari negli attraversamenti sullo stretto di Messina, all’agricoltura e alla pesca.

Il vertice del centrodestra all'Ars
Il vertice del centrodestra all’Ars con Schifani e Galvagno

La Dc chiede “parità di trattamento”

Il vertice di maggioranza all’Ars ha fatto chiarezza, quindi, anche sul rimpasto. La Dc sarà della partita. Poche ore prima del confronto il capogruppo Carmelo Pace, attraverso LiveSicilia, aveva lasciato trasparire tutto il malessere del suo partito per una condizione di “esclusione” che permane da mesi. Schifani ha ascoltato le ragioni dell’alleato che ancora una volta ha chiesto “pari dignità” e “parità di trattamento” rispetto alle altre forze politiche presenti nell’Esecutivo. L’intesa non sembra lontana.

Il caso Agrigento alle elezioni comunali

Sfiorato anche il ‘caso Agrigento’, dove una nota a firma dei coordinatori regionali dei partiti ha escluso la Democrazia cristiana dalla coalizione che proverà a vincere le elezioni comunali. Schifani, vista l’importanza della posta in palio, ha assicurato che interverrà per trovare una soluzione alla vicenda che ha creato due blocchi contrapposti nel centrodestra. Una eccezione alla regola che Palazzo d’Orleans si è autoimposto in tema di alleanze per le Amministrative: restare fuori dalle contese politiche locali.

Manovra, torneranno gli emendamenti territoriali

Rassicurazioni sono arrivate ai partiti anche rispetto al coinvolgimento sulle scelte per la manovrina di luglio e la Finanziaria d’autunno. Torneranno gli emendamenti ‘territoriali’ ma di spesa ma mantenendo alta la soglia d’attenzione affinché queste non si trasformino in ‘mancette’. Un risvolto, quello del maggiore dialogo con i deputati, che soddisfa anche il deputato leghista Vincenzo Figuccia, che alla vigilia del vertice aveva premuto verso questa direzione.

Il tempo dirà se i buoni propositi dell’accordo di Torre Pisana sugli emendamenti territoriali saranno mantenuti, ma Schifani intanto ha ottenuto la garanzia che i prossimi provvedimenti in aula non dovranno temere ‘sorprese’. Il governo punta a portare a casa soprattutto la riforma della dirigenza regionale che, intanto, ha cambiato pelle in commissione con il ritorno alle due fasce dirigenziali.

La tregua nel centrodestra alla prova dell’Aula

La prova del nove arriverà oggi stesso. Nel pomeriggio, infatti, l’Ars sarà chiamata ad approvare un ddl stralcio con all’interno alcune misure rimaste fuori dall’ultima Finanziaria: su tutte la nascita del terzo centro regionale per il trattamento dell’endometriosi a Enna. Si tratta del ddl che era rimasto bloccato per le assenze del centrodestra e che aveva provocato la reazione rabbiosa della vice presidente dell’Ars, la forzista Luisa Lantieri, che ieri era accanto a Schifani in un vertice che ha visto anche la partecipazione di Dagnino e dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò (fresco di delega ai Rapporti con il Parlamento).

Sala d'Ercole all'Ars
Sala d’Ercole

I presenti al vertice di maggioranza

Questi gli altri partecipanti al tavolo: Giorgio Assenza (FdI), Gaspare Vitrano (Forza Italia), Salvo Geraci (Lega) e Roberto Di Mauro (Mpa). Non c’erano Noi moderati, che pure ha una sua rappresentante a Sala d’Ercole, Marianna Caronia, né l’ex presidente dell’Ars, oggi al Misto, Gianfranco Miccichè.

Noi moderati fuori dal vertice, Romano: “Infantile”

Il coordinatore politico di Nm, Saverio Romano, non ha digerito l’esclusione: “Una risposta politicamente infantile, oltre che inutile – ha affermato -. Non siamo disposti a farsi silenziare da nessuno. Continueremo a dire ciò che pensiamo”. Stessa linea anche da parte di Caronia: “Non siamo stati invitati? Preferiamo stare dalla parte dei siciliani che non meritano ripicche ma risposte”.


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