PALERMO – Trenta minuti dopo la mezzanotte del 9 aprile, l’ora della raffica di Kalashnikov. a Sferracavallo Due uomini arrivano a bordo di una Fiat 500 nera. Gli hanno tolto la targa. Si fermano, aspettano il momento buono. Che arriva dopo che transitano un’altra macchina e uno scooter.
Spari a Sferracavallo, cosa è successo
Uno dei due scende mentre il complice resta in auto con il motore acceso.Impugna una mitragliatrice e apre il fuoco contro l’auto rimessa Vitale in via Sferracavallo. Un paio di secondo, non di più. La mano è ferma, la sventagliata di colpi si infrange contro la vetrata. Alcuni la sfondano e si vanno a conficcare nelle macchine parcheggiate e nel gabbiotto. La traiettoria di fuoco è visibile. Poi la fuga.
La scena viene ripresa da una telecamera di video sorveglianza. Due settimane prima, il 25 marzo, la scena si è ripetuta contro il magazzino della Sicly by Car in via San Lorenzo. Due settimane dopo, il 25 aprile, avviene la stessa cosa al ristorante “Al Brigantino” a Sferracavallo.
La borgata nel caos: gli episodi recenti
Episodi inquietanti, dalle viscere di una città violenta, che si aggiungono alle bottiglie di benzina piazzate dagli uomini del pizzo fra Sferracavallo e Tommaso Natale. Mafia, racket e Kalashnikov: un mix preoccupante.
