Beni sequestrati alla mafia| Arrestato un commercialista

Beni sequestrati alla mafia| Arrestato un commercialista

Commenti

    Revisione dei processi sequestrano e confiscano per metterseli in tasca loro, non c’è il magistrato coinvolto? Mi sembra strano!

    Si inizia a scoprire come usano i conti delle aziende certi amministratori! Sarebbe il caso di estendere queste ricerche a tante altre amministrazioni giudiziare, con conti così svuotati ed aziende sul lastrico senza soldi per i dipendenti?

    e qui c`e` ne un altro…

    mi chiedo chi controlla i controllori???

    Scusate ma non è solo un commercialista è un amministratore giudiziario del tribunale da diversi anni.
    Singolare il fatto di arrestare l’amministratore giudiziario, agate e moglie e non indagare le autorità che hanno permesso all’infedele professionista ( se sono vere le accuse ) di fare per tanti anni i propri comodi con le società sequestrate. Qualcuno vuole nascondere le proprie responsabilità dando la colpa in questo caso ai soliti ed ai soli che hanno subito un danno ed il malaffare mascherato da antimafia e giustizia.
    Siamo alla frutta ma la gente adesso comincia a capire !!!

    Che schifo !!questa è gente incapace anzi capace solo di queste cose ma lo dico davvero perché sperimentato.
    Questa gente non sa portare avanti le aziende l’unica cosa che gli riesce oltre appunto portare le aziende al fallimento è prendere e mettere in tasca non contente dei compensi paurosi che ogni mese…..prendono!ho scritto a minniti ma anche a Salvini per suggerire un modo per cambiare rivoluzionare e per fare in modo che certe cose non accadano più o limitarle non mi hanno mai risposto.episodi gravi disgustosi sonobschifato da ste cose e non le posso più leggere ho la repulsione per tutti sono una marea avvocati commercialisti ecc ma uno capace di portare avanti l’azienda di fare assunzioni di “accontentarsi “del l’auto compenso che già gli da lo Stato no??

    E uno schifo, devono fare la revisione dei processi, sai quanti andrebbero restituiti? Questa è l’antimafia di facciata, lo fanno per fare contenti i cittadini e confiscano inventandosi le motivazioni.

    Io spero che il caro Premier Conte e il signorino di maio che vogliono galera e confisca per chi evade alla stessa maniera vogliano il massimo della pena per chi come questo elemento ma non è il solo purtroppo la compagnia di incapaci è nutrita vada in galera ma che soprattutto gli tolgano tutto!! confisca di tutti i beni quelli rubati e quelli antecedenti perché solo così si scoraggiano tutti gli altri incapaci di perseverare nel rubare affossando aziende e creando disoccupazione e naturalmente arricchendosi soltanto loro.adesso bastaaaaaaaaa!!!schifo totale

    Ma un certo Questore Prefetto Caruso non ha insegnato niente?

    Indagine molto delicata finita sempre nel solito modo!!
    Talmente delicata che si trova l’escamotage per non prendersi le proprie responsabilità.
    Talmente delicata che è fondamentale dire che è un caso isolato ( peccato che la gente non crede ad una sola parola in questo senso ).
    Talmente delicata che nel video creato come un film americano, bisognava necessariamente indossare il passamontagna ( per poi capire che tutti gli accusati non Sono accusati di mafia ). Talmente delicata questa indagine che i mafiosi liberi ridono di queste operazioni. Ma alla fine Perché arrestare Agate… e non chi ha autorizzato più volte il commercialista a fare quello che faceva. c’era proprio bisogno di fare questo provvedimento ? O forse il provvedimento doveva essere un altro con altri imputati?

    In alcuni paesi arabi è prevista la bastonatura in piazza!
    Certamente noi siamo più civili e questo non lo facciamo; allora perché glorifichiamo la nostra discendenza araba che prevedeva punizioni corporali ? In certi casi …… no, non si può fare!

    E’ vero! In Egitto mi è capitato di ver scendere da una camionetta 2 agenti muniti di bastone, picchiare un commerciante ed andare via. La guida mi disse che non aveva emesso lo scontrino e che quella era la sanzione!!!!
    A Palermo non basterebbero ne bastoni ne guardie…..

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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