Catania, la 13enne stuprata alla Villa soccorsa da alcuni passanti

Orrore a Villa Bellini: stuprata nei bagni a 13 anni, soccorsa dai passanti

Commenti

    io non sono un legale , ma e’ il minimo che un essere umano indipendentemente dal ruolo che pratica nella vita professionale puo’ fare . che ca..0 li difendi a questi animali ,da che cosa li dovresti difendere . e finiamola di essere quaquaraqua”. questi essere vanno usati come scarto per i maiali .
    Alessandro Stracuzzi

    O questa società cambia nel suo buonismo ipocrita o andrà sempre peggio.
    Bisogna andare verso la certezza della pena: cioè chi compie un reato deve pagare ciò ch’è giusto pagare, e sia esso maggiorenne o minorenne, bianco o nero .
    Specialmente su certi reati bisogna essere severi, democraticamente severi , o col tempo qui diventerà un far west.

    Che gente…

    La delinquenza ha preso il sopravvento in molte città italiane, palermo , Catania, Milano, Roma, Napoli, Bologna, è gente senza scrupoli che compie misfatti inauditi e senza mezzi termini, per contrastare questa delinquenza occorre potenziare carabinieri nella zone interessate.

    Nessuna pena di morte, ma frustateli in piazza..che tutti possano vedere..Per una ragazza la violenza è quasi una morte…”Frustateli”.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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