PALERMO – Il faccendiere Giuseppe Nicoletti ha confessato, chiamando in causa gli altri indagati. Il giudice per le indagini preliminari ha sciolto la riserva dopo gli interrogatori preventivi nell’inchiesta sulla corruzione per il riconoscimento delle pensioni di invalidità e la fornitura di presidi ortopedici.
L’indagine sulla sanità, le misure
Nicoletti finisce agli arresti domiciliari e non in carcere proprio in virtù della sua collaborazione. Arresti domiciliari anche per Leonardo Gaziano, medico dell’Asp di Palermo in servizio alla “Casa del sole”, e per l’imprenditore Massimiliano Contino.
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e interdizione dal lavoro per un anno nei confronti della neuropsicologa Sonia Alcamisi e del fisiatra dell'”Enrico Albanese” Sigismondo Brunetto. Divieto di esercitare impresa per un anno nei confronti di un altro imprenditore, Biagio Mendolia.
I due filoni di inchiesta
Sono due i filoni dall’inchiesta coordinata dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Andrea Zoppi. Gli affari di Nicoletti andavano a gonfie vele. Non quelli della vendita di tendaggi di cui si occupa da un trentennio, ma la gestione delle pratiche per le pensioni di invalidità. Come ha ricostruito LiveSicilia, nella sua abitazione a Tommaso Natale in macchina nascondeva un milione e 300mila euro in contanti. I soldi sono finiti sotto sequestro del corso della perquisizione degli agenti alla squadra mobile. Gli uomini agli ordini del dirigente Antonio Sfameni continuano a indagare.
L’ammissione delle tangenti
Nicoletti ha spiegato di ricevere dai clienti cifre comprensive tra 1.500 e 7.000 euro per la gestione delle pratiche. Mentre le tangenti pagate ai medici oscillavano da qualche centinaio di euro a 5.000 euro.
Le tangenti sarebbero state pagate in cambio di certificazioni con la prescrizione di presidi ortopedici che servivano per ottenere l’invalidità: sedie a rotelle, busti, plantari e tutori. Quindi sarebbero entrati in gioco gli imprenditori indicati da Gaziano che fornivano il materiale, gonfiando i costi e a sua volta pagando mazzette. Non sempre soldi, ma anche aragoste e gamberoni, tocchi di carne e vino.
