"Grillo è da tso"

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Dopo il femminicidio di Elisabetta nell'ex sede del Consorzio Agrario, il problema più delicato e urgente mi pare che sia sia il dato, credo inconfutabile, della disapplicazione giudiziaria degli artt. 677 e 518 duodecies del Codice Penale nei molti, troppi casi di edifici pubblici abbandonati. Il primo persegue i proprietari pubblici o privati che omettano i lavori necessari a garantire la sicurezza dei loro immobili. Il secondo i titolari protempore di edifici pubblici o ex pubblici gravati da vincolo culturale o se, come quello del Consorzio Agrario, realizzati da oltre 70 anni e, quindi, tutelati "ope legis" ai sensi dell'art. 12 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nel caso in cui essi siano demoliti, abbandonati all'incuria o, comunque, sottratti alla fruizione pubblica. L'organo di controllo sarebbe il Comune responsabile della pubblica e privata incolumità che non credo si sia autodenunciato per le condizioni in cui versano, a non esaustivo esempio, le sue ex ciminiera di viale Africa, frontaliera della realizzanda Cittadella (?) Giudiziaria, e chiesa di S. Francesco o dei Cappuccini Vecchi in via Pietro Verri nel quartiere Cibali alle spalle della caserma dei Vigili del Fuoco. Tuttavia, la denuncia non sarebbe indispensabile, potendo/dovendo un p.m. che, trovandosi a passare da via Cristoforo Colombo si fosse accorto, come chiunque, dello stato in cui versano l'ex sede del Consorzio Agrario e l'ex cementificio, procedere d'ufficio, riforma Cartabia permettendo.

Tra i problemi più urgenti, dopo il femminicidio nel plesso abbandonato dell'ex Consorzio Agrario, c'è il dato, credo non confutabile, della disapplicazione giudiziaria degli artt. 677 e 518 duodecies del Codice Penale nei molti, troppi casi di edifici pubici abbandonati. Il primo è relativo, in generale, all'omissione dei lavori necessari a tenere in sicurezza gli immobili da parte dei soggetti proprietari pubblici o privati che siano; il secondo ricorre nel caso di edifici, come quello dell'ex Consorzio, di proprietà pubblica o ex pubblica, realizzati da oltre 70 anni, tutelati 'ope legis' dal Codice dei beni culturali e del paesaggio sino a eventuale verifica negativa dell'nteresse culturale da parte della soprintendenza, ed è costituito dalla loro sottrazione alla pubblica fruizione. Catania può contare non pochi casi analoghi ma, sebbene sotto gli occhi di tutti nessuno provvede alla denuncia, peraltro non indispensabile potendo/dovendo procedere d'ufficio un p.m. che passando in via C. Colombo non può non accorgersi del degrado in cui versa l'ex Consorzio Agrario. o passando per viale Africa di quello della comunale ex Ciminiera, peraltri frontaliera della realizzanda Cittadella (?) giudiziaria.

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