Il volontariato più che una speranza è una certezza. Una delle poche certezze in Italia. Altre le speranze. Quelle di un governo che ad ogni livello, centrale regionale comunale, possa combattere direttamente la fame di tutto ciò che serve a un uomo, una donna, una famiglia per essere un uomo una donna una famiglia liberi dai bisogni essenziali. Di un governo che non deleghi il volontariato a fare ciò che può, e che fa come può. Un governo che, almeno qui da noi, in Sicilia, non usi le mance per trovare consensi e speranze, queste sì inutili, di rimanere... al governo, nonostante le accuse di corruzione. Di un palazzo di giustizia che finalmente torni alla ribalta una tantum, diversamente dalla realtà che lo ha visto costretto a non distogliere il suo sguardo dalla “politica” di chi gestisce o condivide per appartenenza il potere di oggi in Sicilia. Se le due parole “questione morale” non piacciono, cambiamole con “solidarietà”: solidarietà con chi non ha, o ha poco, si può esprimere con un segno di matita in una cabina elettorale.


Etica, Codici di comportamento, Costituzione, tutto rimane assolutamente sulla carta.
Se si continua così è un paese senza futuro.
L’articolo invita a guardare avanti, al nuovo, in entrambe le città.
Però guardando avanti si è costretti a girarsi indietro dopo essersi turati il naso.
Catania per guardare avanti ha eletto un rinviato a giudizio e ora siamo senza sindaco. Da turarsi il naso.
A Palermo hanno guardato avanti, hanno visto Ferrandelli e a costo di farsi venire il torcicollo si sono girati indietro e hanno eletto il vecchio usato garantito.
E’ la carenza dei nuovi ceti politici locali a impressionare.
E´uno scandalo !!!!
POVERA SICILIA !!!
Articolo fenomenale!