PALERMO – I termovalorizzatori e il ponte sullo Stretto saranno “la svolta più importante per la Sicilia”, regione nella quale “il centrodestra ha bisogno di proseguire il lavoro fatto da Schifani”. Nino Germanà, coordinatore di una Lega siciliana che si ritrova oggi a Milano per il ‘remigration summit’, analizza il quadro politico regionale e la situazione nel centrodestra tra vertici di maggioranza, incomprensioni e rimpasto.
È il giorno del ‘remigration summit’ di Milano. Le polemiche non sono mancate e c’è chi dipinge questo evento come un appuntamento ‘razzista’. Palazzo Marino lo ha condannato.
“Saremo a Milano per difendere l’Europa come civiltà. Chi parla di razzismo è fuori dalla grazia di Dio. L’evento dei gruppi politici aderenti ai Patriots, che come Lega abbiamo promosso, è una festa per celebrare la democrazia nel nostro continente. L’Europa che conosciamo e difendiamo è quella fatta di arte, cultura e partecipazione. Non condividiamo la posizione di chi la vuole in mano ai burocrati. A Milano diremo che l’identità dell’Europa va difesa con orgoglio. Per essere chiari: non siamo contro gli immigrati ma contro l’immigrazione clandestina affidata alle mafie ed a chi fa speculazione politica. A Milano i partiti di sinistra a sostegno del pessimo sindaco Sala si sono fatti sentire per dire ‘no’ al nostro summit. Ma dovrebbero alzare la voce quando le manifestazioni a cui danno il loro sostegno trascendono in atti di violenza e di guerriglia, con vetrine spaccate e auto incendiate”.
Parliamo di Lega e di Sicilia, come sta il Carroccio nell’Isola e come si avvicina a queste elezioni amministrative?
“Siamo una comunità viva, con oltre 400 amministratori locali che guidano tanti Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi. Cresciamo con costanza e siamo pronti ad affrontare le sfide elettorali che nel 2027 coincideranno con le elezioni politiche e regionali. Alle Amministrative di maggio prossimo avremo tante liste con il simbolo del partito nei Comuni che votano con il sistema proporzionale. Ormai la Lega in Sicilia è percepita come il partito dei territorio, e ciò ci sta consentendo di creare nuova classe dirigente. Siamo un partito dialogante che è attento alle istanze della società civile”.
Le Comunali saranno un banco di prova per l’unità del centrodestra, che già ora però registra dei problemi.
“Stiamo amministrando bene la Sicilia ed ogni tanto dovremmo fare un po’ di auto training nella maggioranza che sostiene il governo Schifani. Ci servirebbe per comunicare meglio le tante cose fatte che fanno della nostra regione quella che cresce di più in Italia, in termini di Pil. Invece, talvolta, mostriamo il lato peggiore quando, a colpi di voto segreto, all’Assemblea regionale siciliana emergono le differenze e le diatribe, quest’ultime sempre legate a questioni endogene di alcuni partiti della coalizione. L’unità del centrodestra è un valore ed attorno ad una piattaforma programmatica si può dare agli elettori un’opzione di scelta legata al buongoverno”.
Ad Agrigento avete fatto blocco con la Dc, esclusa dal percorso unitario avviato dagli alleati. Alla fine troverete un nome che metterà d’accordo tutti?
“L’unità si trova se c’è la volontà. Manca soltanto Agrigento e per capire chi veramente la vuole trovare basta guardare agli altri Comuni che vanno al voto col proporzionale. Si può perdere anche vincendo, noi vorremmo vincere tutti insieme. Non abbiamo mai smesso di dialogare e di avanzare idee e proposte per avere il centrodestra unito e abbiamo rinunciato alle polemiche preferendo un profilo basso ma agendo con grande lucidità”.
Cateno De Luca ha rivolto un appello a Lillo Firetto, potrebbe essere lui il nome giusto per un centrodestra ‘allargato’?
“Seguo con difficoltà le continue esternazioni ed elucubrazioni di Cateno De Luca. Un giorno guarda a destra, un altro a sinistra. Ha scelto per sé la il ruolo di comprimario ormai”.
Il vertice del centrodestra con Schifani e Galvagno all’Ars sembra avere riportato il sereno. L’incontro è servito a fare chiarezza?
“Era un vertice tra i capigruppo all’Ars e il presidente Schifani. La natura del confronto era quella di affrontare i prossimi impegni d’Aula con maggiore coordinamento. Mi pare che si sia fatto un buon lavoro e sono certo che in occasione della prossima manovra finanziaria di giugno ci sarà il modo di liberare risorse per lo sviluppo e la crescita della Sicilia. Abbiamo un surplus finanziario mai registrato prima e 7 miliardi di avanzo complessivo. Questi due dati dovrebbero inorgoglirci tutti e pensare più a come migliore le condizioni di ogni cittadino siciliano”.

Il rimpasto di Giunta si avvicina, la vostra posizione? Servono dei ritocchi o sarà utile rimettere tutto in gioco?
“Più che di rimpasto parlerei di necessità di ridare il plenum alla giunta di Governo. Mancano due assessori ed è giunto il tempo di procedere alle nomine. Lo stesso presidente Renato Schifani ha fatto intendere che entro aprile ci sarà il riassetto nel governo. Noi abbiamo mostrato con i nostri due assessori Sammartino e Turano un grande impegno per realizzare il programma del presidente e una straordinaria capacità di affrontare le sfide legate alle deleghe di governo”.
Quali gli obiettivi importanti del governo, secondo la Lega, da qui a fine legislatura?
“Completare il risanamento dei conti e mettere a terra tanti investimenti in opere pubbliche sono i due binari su cui ci muoveremo da qui alla fine della legislatura. Partiranno i lavori per i due termovalorizzatori e per il ponte sullo Stretto. Queste due realizzazioni rappresentano la svolta più importante per la Sicilia. Sono il segno dell’efficacia del governo di centrodestra in Sicilia e nel Paese. Comprendo che sia i termovalorizzatori che il Ponte sono i motivi su cui la sinistra cerca lo scontro, perché il via libera ai cantieri sarebbe la più grande sconfitta politica per loro. Ma se ne facciano una ragione, quando c’è il futuro di mezzo il centrodestra è tre spanne avanti rispetto a loro, abituati a dire sempre no ed a disfare piuttosto che a realizzare le cose”.
Da tempo si parla di Schifani bis e lo stesso governatore sottolinea la necessità di proseguire il lavoro svolto finora. La Lega cosa ne pensa?
“È chiaro che il centrodestra in Sicilia ha bisogno di proseguire il lavoro fatto dal presidente Schifani. E l’arco temporale per produrre maggiori effetti, da una azione politica e di governo, è indicabile in 10 anni, due legislature. Renato Schifani ha tutte le carte in regola per guidare ancora il governo della Regione. La Lega su questa ipotesi è sempre stata coerente e lineare”.

