Palermo: Faraone, Di Gangi, Varchi. I candidati per il dopo Orlando

Palermo, il dopo Orlando fra strappi e bordocampisti

I nomi. Le ipotesi. I sussurri. Chi c'è. Chi aspetta. E uno scoop.
AMMINISTRATIVE 2022
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Il contesto appare come una celebre ricreazione a scuola di tanti anni fa: tutti in fila davanti al bar che sfornava mirabili calzoni fritti. Tutti assembrati (allora si poteva) senza neanche un filo d’aria, senza nemmeno lo spazio per uno spillo. Solo che stiamo parlando di una vicenda un po’ più seria, come le comunali di Palermo 2022. Il vecchio re Orlando si congeda, mica per sua scelta, perché non può ricandidarsi – anche se ha fatto sapere che in qualche forma ci sarà – e c’è una folla di presunti successori. Una platea che all’immaginario e incruento grido di ‘Mo ce ripigliammo tutto quello che non è mai stato o’ nuost’ avanza compatta. Divisi, con un unico sogno in Comune: prendersi Palermo, tramite democratica consultazione elettorale. E sì che governare una città allo sfascio, nei prossimi anni, non sarà una passeggiata. Una cosa è indignarsi, previa nota adirata, per le bare insepolte ai Rotoli, un’altra cosa parrà tentare di risolvere il problema. O forse è proprio questo il segreto di tante appassionate rincorse. Siamo talmente messi male che il primo che arriva e sistema qualcosa verrà portato in trionfo al Politeama. Per una sommaria veduta aerea rimandiamo all’informatissimo pezzo di qualche giorno fa di Roberto Immesi. E ci occupiamo di candidati dell’ultimo minuto e di qualche sussurro intorno alle ipotesi più concrete.

Palazzo delle Aquile

Lo strappo di Faraone

Il fine settimana è stato politicamente terremotato dalla candidatura ‘leopoldina’ di Davide Faraone, insignito dal suo mentore nazionale, Matteo Renzi. E subito dopo, per usare un’espressione diffusa, si sono rotti i telefoni. In una intervista esclusiva con LiveSicilia.it, Edy Tamajo non l’ha mandata a dire: “Le candidature e i progetti si costruiscono insieme, consultando la base, non annunciandoli sui giornali o dal palco della Leopolda. Nulla di personale contro Faraone, ma siamo su fronti diametralmente opposti”. Una nettezza a cui ha fatto eco, con toni più soffici, Gianfranco Micciché. Faraone? “Non è un problema nostro, sempre che riusciamo a capire nelle file di chi lo ha candidato. Nel centrodestra o nel centrosinistra? Aspettiamo delucidazioni in merito. Tamajo ha veramente ragione. Troppi nomi che, questo lasciatemelo dire, sono comunque sempre meglio che nessun nome”. Miccichè, da sperimentato sommozzatore dei fondali politici, scenari di tutte le mediazioni e di tutte le battaglie possibili, punta sull’elemento critico: l’indefinitezza. Faraone, infatti, viene da sinistra, si trova al centro e, a taluni osservatori, pare che guardi anche altrove.

Davide Faraone

Lagalla ai bordi del campo

“Non sono mai entrato in campo perché dovrei uscirne? Siamo tutti a bordo campo, aspettiamo che l’allenatore decida la squadra. Io mi rimetto al dibattito della coalizione”. Il prudentissimo Roberto Lagalla – per definizione candidato in pectore – per sua stessa ammissione è un bordocampista. Si tratta di un atteggiamento conforme al passo accorto e felpato del personaggio che però, forse, ha già pagato qualche prudenza di troppo. E poi ancora: “Faraone candidato sindaco a Palermo? Non ho compreso il perimetro delle alleanze”. Il lato forte dell’assessore regionale risiede nel suo garbo e nella sua esperienza. La fama di uomo dall’eccessiva cautela lo segue come un’ombra chissà se desiderata e quanto meritata.

assessore lagalla
Roberto Lagalla

Giorgia si affida a Carolina

Ancora negli ultimi giorni, Giorgia Meloni ha indicato Carolina Varchi come nome spendibile per la destra, auspicando coesione, ma sottolineando che le primarie sono il luogo opportuno per dirimere le diversità di vedute. Una linea seguita dalla ‘nominata’: “Noi partiamo dalla proposta di FdI e la portiamo al tavolo del centrodestra. Se il tavolo del centrodestra non dovesse raggiungere un’intesa, noi non ci sottrarremmo all’ipotesi delle primarie”. Sarà davvero raggiungibile l’unità auspicata? Coloro che entrano al conclave da papi possono uscirne cardinali. 

Carolina Varchi e Giorgia Meloni

Il salto dallo Zen al Comune

Nel weekend, per le primarie, ma del centrosinistra, ecco il nome di Mariangela Di Gangi, presidente del laboratorio Zen Insieme. Una candidatura ‘civica’, secondo uno schema tradizionale che contrappone il bel civismo alla politica d’apparato e che nasce dalle periferie. Saprebbe misurarsi con il contesto amministrativo di una città? Qui vengono succintamente riassunte le più recenti e scroscianti novità in catalogo. Fabrizio Ferrandelli, presente alla scorsa competizione elettorale, non sarà, invece, della partita. Lo ha chiarito a LiveSicilia.it: ” No, grazie – a domanda ha risposto – sarebbe non volere bene a Palermo”. Punti di vista. Ma, in tempi tanti affollati, uno che non si candida è di per sé uno scoop.

Mariangela Di Gangi

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    Dopo questi fantastici candidati aspettiamo che la piazza candidi Giovanni il broccolaio.

    O Totò lo stigghiolaro!!

    Basta per favore! Non vi rendete conto che mettendo sempre la foto dell’attuale sindaco è difficile continuare a leggere l’articolo? Ogni giorno bum bum bum bla bla bla, c’è da star male!

    Il futuro sindaco per un sicuro successo dovrebbe intercettare i desideri dei suoi concittadini .
    Ecco alcuni consigli : promettere di non perseguire chi non ha pagato le varie tasse comunali , anzi
    condonarle , continuare a concedere suolo pubblico a tinchite’ però a gratis , con tavolinizzazioni selvaggie ,
    promettere sempre piani triennali , che stupiscano , tanto anche se non si realizzano , poi tutti se li dimenticano ,
    e poi avanti con il prossimo , poi una spruzzatina di idee , sui rifiuti , sull’illuminazione , sul decoro della città ,
    sulla manutenzione delle strade , e mettiamoci pure i marciapiedi , e poi del centro storico che langue , desideroso
    di essere risanato , e perché non accennare qualcosa sulla sosta selvaggia , sulla Z.T.L. , e dulcis in fundo il TRAM ,
    dove andrà chi lo sa , e poi cui prodest !!

    Il futuro sindaco dovrebbe essere scolarizzato e non mi pare ci siano presupposti lontani

    E’vero, tutti parlano, parlano, parlano ma.….alla prova dei fatti…..aktro che Orlando……saranno peggio di quel nullafacente di cammarata

    Si certo meglio il circolo magico Orlando /Giambrone del radical chic sinistroide…..che non ha niente che fare con il “popolo”

    Chiunque venga sarà sempre meno peggio di quello che esce!

    Il dopo Orlando che piaccia o no ci regala una selva di figurine da scolarizzare. Sarebbe interessante vedere i risultati ortografici di un argomento sotto dettatura… che squallore.

    a parte l’On. Carolina Varchi che e’ ha una integrità’ morale cristallina e molto capace il resto dei candidati a sindaco fanno piangere..

    Ricordi i personaggi del M5S?

    Perché tutta questa gente aspira a diventare sindaco di Palermo?
    Se Palermo fosse una città normale potrei capire tutto questo interesse ma Palermo è una città disperata, degradata agonizzante e piena di problemi .
    Perché tutti la vogliono “salvare”?
    E’ semplicemente un gesto di generosità questa disponibilità a mettersi al servizio della propria città o dietro tale proposito si nascondono motivazioni meno nobili?
    Al di là del protagonismo di qualcuno e del desiderio di apparire francamente questo festival di candidati è un po’ sospetto.
    Come è un sospetto il proposito di Orlando di non voler “mollare la presa”.
    Non solo non si vuole dimettere da sindaco ma sembra che si abbia intenzione di candidarsi , come consigliere, alle prossime elezioni comunali?
    E’ normale tutto ciò ?

    Ancora ne mancano,presto usciranno fuori altri nomi.

    Il dopo non sarà granché ma il “durante Orlando” ci deprime e ci fa ricordare che quello che accade oggi con le salme, mai si era verificato prima!

    Faraone, Tamajo, Micciché, Ferrandelli, quattro palermitani doc, quattro ex amici al bar che se le sono dette, ognuno come sa. Tra l’agrodolce e qualche battuta involontariamente riuscita ci hanno strappati dalla noia domenicale e dalle fatiche dell’unico giorno veramente lavorativo, il lunedì.
    Ma è già martedì e, luoghi comuni a parte, a volerci pensare nessuno di loro, ma neanche chi aspettando l’allenatore se ne sta a bordocampo, né le signore, né tutti gli altri candidati (più o meno) in pectore hanno speso una parola sulla pandemia. Detto in parole semplici, in tempo di Covid vorremmo che oguno di loro dicesse se il vaccino sia da inoculare e da supercertificare o se diversamente possano bastare quercetina, zinco, liquirizia e spirulina, dal momento che “in primavera saremo immunizzati guariti o morti”.
    E toccando ognuno quel che può, attendiamo notizie.

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