Palermo, migliaia di giovani ricordano Falcone VIDEO

Migliaia di giovani ricordano Falcone: “Le idee restano” VIDEO

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Una folla di ragazzi, guarda il filmato sugli striscioni
la manifestazione
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2 min di lettura

PALERMO – Una piazza gremita di striscioni, cartelloni e voci per trasformare la memoria in impegno civile quotidiano. A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, migliaia di studentesse e studenti sono tornati a riunirsi questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo per l’iniziativa “Tribunale chiama scuola”.

Un ideale e concreto abbraccio collettivo rivolto ai magistrati e alle forze dell’ordine, promosso dalla Rete per la Cultura Antimafia nella Scuola insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, con l’adesione e il sostegno di Libera Palermo e del Comitato Addiopizzo.

Un’alleanza civile che attraversa l’Italia

La manifestazione ha visto una partecipazione straordinaria che ha superato i confini dell’isola, a testimonianza di un percorso di legalità condiviso su scala nazionale. All’iniziativa hanno aderito 25 istituzioni scolastiche siciliane, affiancate da delegazioni giunte da diversi istituti d’Italia: il liceo delle scienze umane “Avogadro” di Biella, il liceo statale “Laura Bassi” di Sant’Antimo (Napoli), l’istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” di Terni e l’istituto omnicomprensivo “Primo Levi” di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo).

Sul palco allestito davanti al tribunale si stanno alternando performance teatrali, letture, canti e momenti artistici curati direttamente dai ragazzi, concepiti non come semplice commemorazione, ma come espressione di un’alleanza stabile tra il mondo della scuola, la magistratura, l’avvocatura e l’associazionismo.

I volti e le parole della memoria nei cartelloni dei ragazzi

L’identità visiva della piazza è affidata alle centinaia di cartelloni e lenzuoli realizzati dalle classi, in cui spiccano i passaggi nodali del pensiero di Giovanni Falcone. Tra le citazioni più visibili nei manifesti dei giovani si leggono i richiami storici all’eredità morale del magistrato: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Accanto al ricordo di Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, la memoria collettiva degli studenti ha abbracciato i grandi testimoni della lotta alla mafia. Nei lavori dei ragazzi trovano spazio i ritratti di Paolo Borsellino, l’esempio di Peppino Impastato e il sacrificio di don Pino Puglisi.

Particolare attenzione è stata dedicata alle figure femminili della resistenza civile: oltre a Francesca Morvillo, i cartelloni ricordano la testimonianza e il coraggio di Rita Atria, legando le vicende storiche della cronaca giudiziaria alla sensibilità delle nuove generazioni.

La scuola come presidio di legalità

Come evidenziato dalle realtà promotrici, l’obiettivo di “Tribunale chiama scuola” rimane quello di confermare la scuola stessa come primo e fondamentale presidio di cittadinanza e di contrasto alle mafie. Un’occasione per ribadire che la cultura della legalità non si esaurisce nelle ricorrenze, ma si costruisce quotidianamente attraverso le scelte del territorio e l’attività didattica nelle aule.


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