Precari Covid, corsa contro il tempo: le ipotesi in campo

Precari Covid, corsa contro il tempo: le ipotesi in campo

Commenti

    Come da collaudato copione.
    L’art.97 costituzione è carta straccia

    Il Senatore Russo ha specificato in un vostro articolo che per lui la parola amministrativi fa rientrare tutti, soprattutto gli informatici che hanno svolto lo stesso servizio degli amministrativi. Nell’emendamento non è stato specificato ruolo amministrativo ma solo amministrativo, allargando così la platea almeno agli informatici. Scrivere che non rientrano può essere vero ma può essere anche falso quindi come giornale sarebbe giusto non esporsi fin quando non viene chiarito il tutto. Questi ragazzi oltre a dare una boccata d’aria fresca alla Sanità che era composta solo da 60enni ha permesso a tutti noi di superare il periodo più brutto della nostra epoca e l’hanno fatto sempre senza guardare l’orario, spesso senza giorno libero ma sempre con professionalità. Questo personale si merita innanzitutto il rinnovo e poi una futura stabilizzazione, mentre noi eravamo a casa spaventati loro lavoravano come pazzi per salvarci e chi dice il contrario non capisce nulla. Se lo meritano il rinnovo, senza di voi gli uffici della sanità rimarrebbero vuoti e senza professionalità!

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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