Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Chi lo proteggeva ?
10 anni di amministrazione giudiziaria con tanti punti oscuri.
Perché gli venivano dati ancora incarichi ?
Forse con questo tipo di accusa si scarica distraendo la responsabilità di chi ha gestito queste nomine eo di chi non ha controllato e doveva farlo eo di chi forse ha dato il suo benestare a questo schifo.
Troppo semplice questa accusa su due nominativi che sembrano solo un a rigore di logica solo un capro espiatorio ( troppo facile troppo facile )
I responsabili vanno cercati nelle istituzioni. Fate luce !!!