PALERMO – “Ha fatto la donna di tutti, politicamente parlando”. L’ultima polemica rovente è servita e non a torto. Il video che riporta le parole pronunciate dal consigliere comunale Dario Chinnici nei confronti della collega Giulia Argiroffi, di recente transitata in Controcorrente, durante la riunione dei capigruppo a Palazzo delle Aquile, contiene una frase irricevibile, dall’oggettivo contenuto sessista.
Abbiamo già dato conto delle reazioni indignate e a nostro parere giustificate. Pensiamo che il linguaggio usato sia inaccettabile di per sé, a prescindere dalle intenzioni e dalla volontà. Noi siamo inclini a considerare l’inciampo grave di un frangente accalorato, non l’idea premeditata della volgarità.
Le parole di Chinnici
“Desidero chiarire pubblicamente quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo. La frase da me pronunciata era riferita esclusivamente al piano politico e non voleva in alcun modo rappresentare un giudizio personale o offensivo nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi”. Così, in seconda battuta, il consigliere Dario Chinnici, capogruppo di Lavoriamo per Palermo.
“Intendevo fare esclusivamente riferimento ai numerosi cambi di partito della collega, muovendo una critica squisitamente politica e senza alcun altro riferimento. Riconosco però che si sia trattato di una frase infelice, che poteva essere interpretata in maniera diversa dalle mie intenzioni ed è per questo che ho già chiesto scusa personalmente alla collega Argiroffi”, aggiunge.
“Racconto parziale e strumentale”
Poi, l’arringa difensiva. “Allo stesso tempo – prosegue Chinnici – non posso non rilevare come il racconto di quanto accaduto sia stato parziale e strumentale. Nel video diffuso pubblicamente è stata estrapolata soltanto una breve parte finale della discussione, omettendo completamente ciò che era avvenuto pochi istanti prima. La collega Argiroffi, infatti, mi aveva precedentemente rivolto accuse e parole pesanti davanti a tutti i presenti, trattandomi sostanzialmente come un delinquente”.
“È in quel clima di forte tensione che è maturata la mia risposta, che resto comunque il primo a considerare sbagliata nei toni. Proprio perché credo nel rispetto reciproco, penso sarebbe corretto che, accanto alle scuse che io ho già rivolto alla collega per la mia frase infelice, arrivasse anche un riconoscimento delle espressioni offensive che sono state rivolte nei miei confronti all’inizio della discussione. Questo non cambia la mia assunzione di responsabilità per quanto detto, ma aiuta a ricostruire i fatti nella loro interezza, senza trasformare un confronto politico acceso in una rappresentazione distorta utile soltanto ad alimentare polemiche”.
L’intervento del sindaco
Sul punto interviene anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. “Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo impone a tutti una riflessione sul livello del confronto politico e istituzionale in città. Ritengo doveroso stigmatizzare l’espressione infelice utilizzata dal consigliere Dario Chinnici nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi, così come considero importante prendere atto del chiarimento e delle scuse che sono già state rivolte personalmente”, dice.
“Questa amministrazione – aggiunge il primo cittadino – ha sempre mantenuto una posizione chiara di rispetto nei confronti delle donne e, più in generale, verso ogni espressione democratica, politica e istituzionale. Palermo ha bisogno di un confronto serio, anche acceso nei contenuti, ma sempre rispettoso delle persone. Allo stesso tempo, credo sia necessario che tutti, nessuno escluso, abbassino i toni del dibattito pubblico e politico. Il richiamo a “disarmare le parole”, più volte espresso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, deve rappresentare un riferimento per tutte le forze politiche e per chiunque abbia responsabilità istituzionali”.
“Clima di forte contrapposizione”
“In un clima di forte contrapposizione – osserva Lagalla – ogni espressione che alimenti delegittimazione personale, esasperazione verbale o tensione reciproca rischia di allontanare il confronto dai temi reali che interessano la città. La contrapposizione politica non può mai trasformarsi in scontro personale. È un principio che vale sempre, per maggioranza e opposizione”.
“L’auspicio – conclude il sindaco di Palermo – è che, con senso di responsabilità da parte di tutti, il confronto possa essere riportato sui temi e sugli interessi della città, che restano la priorità assoluta dell’amministrazione comunale”. L’invito alla moderazione del sindaco lo condividiamo e ne avevamo già scritto.
E se…
Rimane, però, l’ombra di una frase che riteniamo oggettivamente sessista, come detto. A riguardo, offriamo una cartina di tornasole. Se la consigliera Argiroffi fosse stata il consigliere Argiroffi, come sarebbero risuonate quelle parole? Ognuno risponda in coscienza. Il punto che ci interessa, per migliorare, non è la crocifissione pubblica di un evidente errore. Casomai, il problema resta sempre il contesto.
