Angelo Duro: il suo odio-amore per Palermo che divide i social VIDEO

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Commenti

    La verità è che la pensiamo come lui ma ci vergogniamo a confessarlo perché nonstante tutto ci viviamo e non si sputa nel piatto dove si mangia. Certo che Palermo è bellissima, purtroppo ci viviamo noi palermitani…

    Questo soggetto mi ricorda Mughini che ha rinnegato le sue origine dopo avere fatto fortuna (pronandosi ai padroni) al nord.

    Mi sorge il dubbio che neppure l’autore viva a Palermo. Il tramonto a Mondello è tristissimo. Il sole scende dietro le montagne e la spiaggia si ombreggia in modo desolante. Tutt’altra cosa a Isola delle Femmine/Capaci, dove si possono vedere spettacolari tramonti sul mare. In ogni caso, credo si dia troppo spazio a questo personaggio che cerca probabilmente di riconquistare i favori del pubblico dopo essere stato accusato di aver offeso con disegni osceni il decoro di una cittadina in particolare.

    Lui stesso che parla di civiltà ha fatto un gesto che voleva sembrare progressista e D’avanguardia disegnando dei falli su dei manifesti appesi sulle mura di un paese che ospita migliaia di turisti che sono lì per cercare scoprire cultura e storia e non solo il bel mare. Ciò si è palesato come un atto di altissima INciviltà e la cosa non cambia se lo ha fatto nei suoi manifesti. Se questo è quello che voleva dimostrare e cioè dissociarsi da palermitano per il modo in cui si comportano a suo dire tutti i palermitani nella sua città d’origine, io ritengo che per fortuna non sono tutti i palermitani a comportarsi indegnamente e che lui è più palermitano di quei palermitani incivili che fanno gruppo nella nostra società e che sono ben distinguibili ed ai quali molti prendo le distanze con serietà e impegno. Ciò lo dimostra anche l’arroganza con cui parla e che finge di volere contrastare. Quello che a mio avviso dovrebbe fare giovane ragazzo e giovane artista (se si può definire come tale), è quello di rappresentare al meglio le sue doti oratorie e ironiche al fine di poter dare un esempio positivo a chi lo segue, invece di prendere a riferimento quello che di sbagliato purtroppo c’è nella nostra terra per darsi visibilità e delle arie inutili. Secondo ha solamente scelto la strada più facile per potersi innalzare, si con la forza delle sue braccia, però spingendo le teste degli altri verso il basso.

    E’ una rappresentazione esatta della mentalità di chi al sud rimane a vivere aggrappato alla stucchevole cantilena su sole, mare e clima…..ma Duro e’ fin troppo benevolo perché a parte il veloce accenno all’arroganza (quella palermitana e’ proverbiale) circoscrive i limiti del sud alla mancanza di lavoro e futuro, quando invece i mali peggiori sono l’inciviltà l’ineducazione l’ignoranza e la mancanza di cura per il proprio territorio perché la gente del sud e’ visceralmente egoista e menefreghista persino quando esterna generosità

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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