Catania, 8 marzo e guerra: incontri, dibattiti e dati FOTO - Live Sicilia

Catania, 8 marzo e guerra: incontri, dibattiti e dati FOTO

Dal Comune all'Asp, passando per i sindacati. La città celebra la donna.
LA GIORNATA INTERNAZIONALE
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Catania celebra le donne. Istituzioni, enti, sindacati ed esponenti della società civile hanno voluto in un modo o in un altro rendere omaggio al mondo femminile con l’organizzazione di eventi, di dibattiti, di riflessioni. Ma questo è un 8 marzo molto particolare visto l’attuale conflitto in Ucraina. Alle donne ucraine è andato il pensiero di solidarietà dell’intera città di Catania.

L’evento al Comune

Con un minuto di silenzio, dedicato alle donne madri e vittime della guerra in Ucraina, richiamato dall’assessore Barbara Mirabella, si è aperta la Giornata Internazionale della Donna, promossa dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali, Pari Opportunità, Grandi Eventi e Politiche Giovanili del Comune di Catania. Su proposta dell’Associazione Toponomastica Femminile, con il patrocinio dell’Anci nazionale, è stata presentata alle Scuole primarie e secondarie di primo grado, la campagna  “8 marzo, 3 donne, 3 strade”. L’iniziativa si realizza attraverso ricerche sul territorio e attività didattiche e culturali volte a sensibilizzare la cittadinanza, con l’obiettivo di dedicare almeno tre aree di circolazione (automobilistica, pedonale, ciclabile) a tre figure femminili: una di rilevanza locale, una nazionale, una straniera, per riunire così le tre anime del Paese. All’incontro hanno partecipato Barbara Mirabella, assessore alle Politiche Scolastiche;  Silvana Raffaele, docente Ordinario di Storia Moderna; Alfio Signorelli presidente Società Storia Patria. Nell’ambito della stessa mattinata alunne e alunni degli Istituti Scolastici di Catania,  De Roberto, Fontanarossa, Giuffrida, Musco, Pestalozzi, Petrarca, Sauro/Giovanni XXIII e Vespucci, si sono esibiti in una performance teatrale dal titolo “La donna nelle opere verghiane, dalla femme fatale all’umile popolana”, curata dalle animatrici scolastico-culturali della sezione didattica comunale “Pari Opportunità” con il coordinamento della Posizione Organizzativa comunale “Attività Parascolastiche, Pari Opportunità e Politiche Giovanili”.

L’Università

“Ancora oggi assistiamo a numerose limitazioni alla donna nella vita sociale e politica, un vero e proprio collo di bottiglia che dobbiamo rompere con nuovi metodi, con la cultura politica e soprattutto con azioni. Purtroppo assistiamo nel 2022 ad una società piuttosto menomata nel campo della parità di genere. Appare evidente che occorra un cambio di marcia culturale e politico per raggiungere la parità di genere. Un tema al centro delle politiche strategiche dell’Unione Europea e anche del Pnrr”.
È il messaggio che la prorettrice Francesca Longo ha rivolto alle studentesse e agli studenti dell’Università di Catania che stamattina, anche “a distanza”, hanno preso parte al convegno dal titolo “Donne e leadership: una sfida ancora aperta” organizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione al Palazzo Ingrassia in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.
«Dobbiamo distruggere questi stereotipi, è un dovere civile, sociale e morale» ha evidenziato la prof.ssa Loredana Cardullo, direttrice del Dipartimento di Scienze della formazione dove, proprio in queste aule, «docenti e ricercatori svolgono un ruolo fondamentale per la società di domani – ha aggiunto – formare educatori che hanno il compito di sensibilizzare, diffondendo la cultura della parità di genere, le future generazioni sin dalle scuole dell’infanzia».
Proprio sulla “formazione” si è soffermata Cinzia Recca, delegata alle Pari opportunità per il Disfor, sottolineando «l’importanza di un cambio culturale nelle scuole e negli atenei dove ancora oggi la storia di “genere”, seppur impartita, non è sufficientemente trattata nei manuali scolastici e accademici».
La docente, inoltre, ha evidenziato anche i dati e gli studi sulla distribuzione delle donne nel mondo del lavoro, piuttosto disomogenea. “Da un lato vi è il confinamento delle donne in determinati settori e ruoli nel campo lavorativo, ma nel complesso la mescolanza rappresenta anche un fattore positivo, mentre dall’altro si assiste ad una eccessiva scarsità di presenza delle donne in posizione di vertice oltre alla difficoltà di fare carriera nel mondo del lavoro nonostante abbiano una formazione e preparazione superiore – ha aggiunto -. Dal 2011 in Italia c’è una legge che impone ai Cda delle società quotate in borsa di riservare almeno 1/3 dei posti negli organi di governo alle donne. Nel 2020 la presenza delle donne è aumentata dal 5,7 al 36,5%, quelle delle top manager dal 46 a 71%. Le donne con incarichi dirigenziali sono passate dall’11,9 al 17,6%”. Ma non tutti i dati sono particolarmente entusiasmanti come hanno evidenziato la docente Ida Nicotra del Dipartimento di Giurisprudenza e l’imprenditrice e parlamentare Maria Laura Paxia dopo l’intervento della prof.ssa Adriana Di Stefano, delegata dell’ateneo alle Pari opportunità. “Stando ai dati solo tra 136 anni, cioè nel 2158, ci potrà essere una completa parità di genere – ha spiegato la prof.ssa Nicotra -. Un dato sicuramente preoccupante aggravato dall’incremento nella nostra società dei casi di violenza di genere e di femminicidio. Le donne sono lasciate sole con un sistema giudiziario e ordinamentale che non riesce a dare risposte concrete e la pandemia ha anche aggravato la situazione dell’occupazione femminile. Il Pnrr sta puntando proprio sull’inclusione sociale e, proprio le misure avviate, guardano proprio alle donne, alle giovani del Sud. Oltre al problema dell’occupazione ne emerge un altro: il decremento della natalità, l’Italia è il paese più vecchio dell’Ue e le misure da adottate devono mettere insieme il mondo della donna e del lavoro con quello della famiglia e dei figli. Occorre un sistema che consenta alla donna di realizzarsi nel lavoro senza rinunciare a essere madre”.
E sull’occupazione femminile interviene anche la parlamentare Maria Laura Paxia. “Il dato di oggi è il peggiore dal 2013 e la pandemia ha dato un brutto colpo alle donne – ha spiegato -. Oggi siamo ancora qui a ricordare un giorno del 1909, oltre un secolo fa, quando le camiciaie di New York protestavano per i loro diritti. Ancora oggi rivendichiamo gli stessi diritti. La politica e le leggi devono favorire le donne». “Soltanto ad ottobre del 2021 è stata approvata una legge in Parlamento che combatta la disparità salariale, siamo molto indietro. Mi auguro che la nostra Costituzione e l’agenda dell’Ue 2020-2025 possa colmare questo divario” ha aggiunto. Sulla stessa linea anche l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Catania Barbara Mirabella che, con un intervento “a distanza”, ha invitato le “studentesse a non abbassare la testa, a mettere al centro se stesse lasciandosi guidare dal senso del rispetto reciproco e paritario che deve esserci tra ragazzi e ragazze”. “Purtroppo c’è ancora molta strada da fare anche sul cosiddetto ‘gender pay gap’, il costo del divario di genere nel mercato del lavoro” ha aggiunto.
Nel corso dei lavori Zina Bianca (componente della Commissione etica dell’Università di Catania) si è soffermata sulla “necessità di approfondire tre tematiche per raggiungere la parità di genere: il linguaggio culturale ed emozionale delle donne, l’intelligenza emotiva, ovvero promuovere attenzioni e condividere alcuni momenti quotidiani con il proprio partner, e, infine, la capacità relazionale e di gestire i conflitti tra uomini e donne”. Ornella Laneri, presidentessa dell’Aidda – delegazione Sicilia, si è soffermata, invece, sulla prima associazione italiana nata con lo specifico obiettivo di valorizzare e sostenere l’imprenditoria al femminile, il ruolo delle donne manager e delle professioniste. A seguire sono intervenute anche la scrittrice Marinella Fiume e le docenti Liana DaherRosalba PanviniRoberta PiazzaMarina Quattropani e Marinella Tomarchio del Dipartimento di Scienze della formazione.

L’Asp e la panchina rossa

“Questa giornata ci ricorda quanta strada ci sia ancora da compiere per una effettiva parità di diritti fra uomini e donne. E al contempo ci impegna, come cittadini e Istituzioni, sia promuovere concretamente il ruolo della donna in ogni contesto sociale e lavorativo, sia a impedire ogni forma di violenza e sopraffazione”. Lo ha detto il manager dell’Asp di Catania, Maurizio Lanza, intervenendo questa mattina all’Ospedale di Acireale, in occasione della cerimonia promossa dalla Direzione medica dell’Ospedale, nella ricorrenza della festa delle donne. Lanza ha anche evidenziato il percorso virtuoso intrapreso con l’Autorità Giudiziaria e le Istituzioni territoriali per spezzare la catena della violenza sulle donne, che ha condotto fra l’altro, a un profondo aggiornamento delle procedure aziendali dedicate al contrasto e alla prevenzione della violenza di genere e all’attivazione del “Percorso di tutela delle vittime di violenza” in tutti i Pronto Soccorso aziendali. Intervenuti, alla cerimonia, il direttore sanitario e il direttore amministrativo dell’Asp di Catania, Antonino Rapisarda e Giuseppe Di Bella; il sindaco e il vicesindaco di Acireale, Stefano Alì e Palmina Fraschilla; il deputato regionale Nicola D’Agostino; il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Catania, Marisa Scavo; le rappresentanti delle Forze dell’Ordine del territorio; i direttori delle Unità Operative dell’Ospedale.  Omaggiate con il ramoscello di mimosa, nella cornice dell’area a verde del nosocomio, tutte le donne presenti. L’abbraccio più caloroso è stato per Iryna Arkhypenko, una giovane donna ucraina che vive da anni in provincia, sposata con un operatore dell’Asp di Catania. Il direttore medico dell’Ospedale acese, Rosario Cunsolo, le ha donato il ramoscello di mimosa in segno di solidarietà e di vicinanza alle donne ucraine e a tutte le donne che soffrono le atrocità delle guerre. Svelata anche, nell’area a verde antistante l’Ospedale, una panchina rossa per sensibilizzare la popolazione sul contrasto alla violenza di genere e sostenere le donne vittime di violenza. 

I dati dell’imprenditoria femminile

Nella giornata internazionale dedicata alla donna, Assoesercenti Sicilia – Unimpresa fa un bilancio sul mondo dell’imprenditoria femminile e sull’occupazione “rosa” in generale. E lo fa con le sue iscritte che questa mattina hanno incontrato il presidente, dott. Salvo Politino. In Sicilia su 281.220 ditte individuali, il 27,63% (pari a 77.697 imprese) è composto da titolari donne. Tra le provincie siciliane con maggiore incidenza femminile nelle imprese individuali si rilevano Enna, Siracusa e Agrigento, con Catania al 6° posto di questa particolare classifica, e Ragusa fanalino di coda.  All’interno delle società siciliane, invece, la presenza di amministratori donne è pari al 25,84%, infatti si contano 78.906 amministratrici e 226.451 amministratori. Catania, nella classifica di incidenza femminile tra gli amministratori, si colloca al 4° posto, in una classifica guidata rispettivamente da Trapani, Palermo e Siracusa. “Non solo l’8 marzo, in occasione della ricorrenza internazionale che celebra la donna – commenta Salvo Politino – ma ogni giorno è necessario valorizzare e sostenere le imprese guidate da donne, e l’occupazione femminile in generale. Oggi, purtroppo, per le donne “fare impresa” è come una corsa ad ostacoli; questo è quanto ci raccontano ogni giorno le nostre imprenditrici. Tra impegni familiari, lavoro e in assenza di una serie di sostegni reali e concreti, si corre il rischio che la voglia di fare impresa al femminile si interrompa  – continua Politino –. Negli ultimi tempi, ci sono stati alcuni timidi tentativi di sostegno ed incentivo all’imprenditoria femminile; ad esempio attraverso le Camere di Commercio o Invitalia. Ma noi siamo convinti che si possa fare molto di più e meglio, se solo avessimo la capacità di avere uno sguardo d’insieme. Occorrerebbero interventi a carattere sociale, volti ad apportare un reale sostegno alla maternità o incentivi per l’inserimento dei bambini negli asili (oggi forme di sostegno di questo tipo esistono solo in base al reddito) per rimuovere gli ostacoli a cui ogni giorno deve far fronte chi sceglie di guidare un’impresa. Soprattutto, sono di fondamentale importanza interventi economici che favoriscano l’accesso al credito per le donne imprenditrici, un concreto sostegno nella fase di avvio dell’azienda o che ne tuteli il lavoro in gravidanza e nei momenti di difficoltà.  Assoesercenti – Unimpresa vuole essere sempre attiva nel sostegno delle imprese al femminile – conclude Politino – e vorremo avere, in questo percorso, ancora più compagni di viaggio. Intanto, ci auguriamo che questi numeri servano, proprio nella giornata della Donna, ad aprire una riflessione sui bisogni delle donne che fanno impresa”. Del coordinamento Assodonna fanno parte Daniela Sciuto, Daniela Infurna, Graziella Disca, Nadia Ferrarotto, Tiziana  Vernuccio, Rosella Lipari, Paola Di Bernardo, Cristina  Anfuso, Agostina Maenza, Adriana Mannarà, Francesca Rundo, Vanessa La Spina, Patrizia Giancola, Santa Sciuto, Chiara Casella, Veronica Verderame, Maria Grazia Condorelli, Chiara Pirchio, Grazia Cacciola.


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