Lo sguardo della morte: Angelina può sparire per sempre

Catania, il rischio che la “bella Angelina” possa sparire per sempre

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    Un pezzo di storia dimenticato.

    Una storia tragica, commovente, che ha ispirato libri e continua a toccare il cuore di molti. Ma oggi, tutto ciò che resta è un mausoleo in rovina. Un’opera architettonica di grande valore, abbandonata nell’indifferenza generale.

    Quello che dovrebbe essere un luogo di memoria e rispetto è diventato un simbolo di incuria. Una vergogna che offusca la dignità di una giovane donna e della sua storia.

    La comunità catanese – e in particolare quella ebraica, a cui Angelina apparteneva – dovrebbe unirsi per chiedere il restauro e la tutela di questo sito.

    ? È tempo di restituire dignità a questo luogo e a chi vi riposa.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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