Chi ha paura dei cinesi a Palermo? | "Nessun rischio, stanno tutti bene"

Chi ha paura dei cinesi a Palermo? | “Nessun rischio, stanno tutti bene”

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Commenti

    se se gente che mangia cani topi e pipistrelli , chi ci metteva piede prima, figurati oggi

    Non parliamo assai…. capisco che si deve obbedire al dittatore comunista ma avere paura no ma essere cauti no verso i cinesi come popolo co mancherebbe ma nella mia ignoranza mi sembra che non è il primo virus mortale che parte da quelle parti….

    Si dovrebbero fare più controlli semmai di carattere fiscale e sanitario sui prodotti commercializzati…semmai

    Non avevano alcun obbligo di quarantena e non vengono da zone con epidemia. Una libera scelta rispettabile. non rispettabili invece sono coloro che fomentano razzismo e allarmismo. La sinofobia è l’ultima scellerata e stupida frontiera del razzismo

    Solidarietà alla comunità cinese, integrata, laboriosa, rispettosa ed educata

    Ma si può essere liberi di avere paura?non penso che non andare nei ristoranti cinesi o negozi,significa che si è razzisti o altro.semplicemente ognuno evita di crearsi problemi psicologici e vivere più tranquilli

    Io non ci andavo prima blee’ figurati oggi…bleeee’

    Temo maggiormente il “Sicilianorum vulgaris virusorum”. Basta guardarsi in giro.

    in cina vi sono stati anni di carestia che credo che chiunque avrebbe mangiato qualunque cosa cammninasse o strisciasse o volasse TUTTO, TUTTO

    che tu ed altri non ci andiate influisce poco in generale
    – la componentistica la fabbricano ad oriente
    – le migliori marche hanno delocalizzato in oriente
    – le migliori sartorie producono e importano da la
    – le marche italiane sono ASSEMBLATE in ITALIA, MA NON PRODOTTE
    – scarpe COSTOSISSIME vengono da la come i telefoni che ti vendi un rene per comprarlo viene da la,
    QUINDI se tu ci vada o meno vedi qualè l’importanza ovunque ti giri!!! Quindi vacci almeno sai che è 100% cinese non di una FINTA MARCA FAMOSA famosa CHE REALIZZA TUTTO in Cina e che paghi a peso d’oro.

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Ecco il testo trascritto dalla targa: --- *"… Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova … "* *"Le Parrocchie di Regalpetra"* **L. SCIASCIA**

L'interrogatorio preventivo come scudo difensivoIn questo scenario di squilibrio, dove l'accusa muove spesso i primi passi in totale solitudine, una luce di speranza e civiltà giuridica arriva dalle recenti riforme procedurali. L’introduzione dell’interrogatorio preventivo rappresenta una svolta fondamentale per la tutela del cittadino e un netto rafforzamento del potere di difesa.Questo strumento garantisce una funzione vitale: permette all'indagato di presentarsi davanti al giudice prima che venga applicata una misura cautelare, offrendo la possibilità di smentire l'accusa sul nascere. Se la difesa ha già raccolto prove tecniche in grado di smontare il quadro indiziario, l'interrogatorio preventivo diventa il palcoscenico ideale per farle valere immediatamente, evitando al cittadino il trauma della custodia cautelare ingiusta.Verso un vero equilibrio processualeIl rafforzamento della difesa non deve essere visto come un ostacolo alla giustizia, ma come la sua più alta realizzazione. Un'indagine che non regge il confronto immediato con i rilievi tecnici della difesa è un'indagine fallimentare in partenza.In conclusione, la direzione intrapresa dalle ultime riforme dimostra che la parità delle armi non è più solo un principio astratto scritto nella Costituzione, ma uno strumento concreto. Solo ammettendo i limiti tecnici della polizia giudiziaria e valorizzando il contraddittorio preventivo potremo evitare che i processi diventino lunghi calvari basati su presupposti scientificamente errati.

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