Palermo, la Fiera verso la chiusura: "Non disperdiamo tutto"

Palermo, la Fiera verso la chiusura: “Non disperdiamo tutto”

Commenti

    Al signor costa vorrei chiedere se ha ben chiaro i costi mostruossostenuti da regione e governo.Fossi al posto suo invece di continuare a parlare di “ non disperdere” forse in qualità di commissario avrebbe fatto meglio a presentare alla regione un business plan – dettagliato per magari mantenere in essere una struttura utile alla cittadinanza, ma con una revisione totale dei costi. Che significa anche dimezzare , se è il caso.
    Mi permetto suggerire questo , ho una significativa esperienza manageriale, spesso alla proprietà presentavo dei piani simili , come quello appena suggerito al comm. – a differenza di colleghi di altre direzioni che pur di appuntarsi qualche medaglietta al petto, continuavano a chiedere soldi e investimenti. Bene , signor comm. così non è difficile fare funzionare la macchina, sarebbe davvero scandaloso il contrario ! Adesso è arrivato il tempo di ridimensionare e magari , se ci si riesce, fare funzionare tutto ugualmente con una bella riduzione di costi e magari anche di stipendi.Lei cosa ne pensa? Saluti. Francesco

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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