Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Condivido pienamente la raccolta differenziata, ma se questa deve portare quello che sta avvenendo in via Sant’Agostino all’angolo con piazza Cutò e Via San Giuseppe, meglio prima.
Da tempo denuncio una continua discarica di materiale sulle due aree, sia al sito RAP che al Gabinetto del Consiglio Comunale e del Sindaco, che a loro volta inoltrano il reclamo. Ma nulla cambia, anzi mentre prima della raccolta differenziata ogni sera veniva spazzata la strada da quando esiste la differenziata non si è più visto un operatore per la pulizia della stessa, anche questo segnalato senza alcun riscontro. Allora forse meglio prima, Palermo così non può crescere e questo è lo spettacolo che diamo ai tanti turisti che passano da questa strada e da via Maqueda.
È tutta pubblicità. A tutt’ora non mi sono stati forniti i contenitori per la spazzatura però sono stati tolti i cassonetti
Organizzazione pari a zero.
É incredibile quanto forte si riesca ad urlare di essere bravi cittadini, che bisogna essere uniti per sconfiggere l’inciviltà palermitana poi si chiama la Rap per avere i cassoni della differenziata e non risponde nessuno per mesi, neanche alle mail.
Ci vuole un minimo di organizzazione.