PALERMO – Ci sono incontri mafiosi ancora da decifrare. I boss avevano l’urgenza di parlare. Un andirivieni continuo in diverse zone della città.
Sacco di Brancaccio
Nunzio Serio, uomo forte a San Lorenzo, era tra i più impegnati. Monitorando i suoi spostamenti sono saltati fuori personaggi di spessore. Alcuni sono stati arrestati, altri sono a piede libero, compreso uno dei pezzi grossi in circolazione dopo avere finito di scontare la pena.
Il 9 febbraio 2023 Serio ha contatto Carmelo Sacco, pregiudicato per stupefacenti e nipote di Nino Nacco, capomafia di Brancaccio che ha saldato il conto con la giustizia l’11 maggio 2024. Era stato arrestato nel 2011.
Sorrentino di Pagliarelli
Sempre Serio nel 2023 ha organizzato diversi incontri con Vincenzo Sorrentino, figlio di Salvatore, boss del Villaggio Santa Rosalia. Il padre ha una lunga militanza mafiosa nel mandamento di Pagliarelli, il figlio aveva la fedina penale immacolata fino al suo arresto avvenuto nel giugno dello stesso anno. Entrambi sono stati condannati per mafia in primo grado lo scorso marzo.
Vincenzo Sorrentino nel 2023 ha fatto spesso tappa a casa di Nunzio Serio in via Villa Cardillo. A volte invece è stato Serio a spostarsi al Villaggio Santa Rosalia. Sono stati fotografati dai carabinieri. C’era anche Domenico Serio, fratello di Nunzio, pure lui arrestato.
Albamonte della Noce
Francesco Stagno, considerato il braccio destro di Serio, era un altro molto attivo. Si sono ripetuti gli incontri con Gianluca Albamonte, fratello di Girolamo che sta scontando una condanna per avere fatto parte della famiglia mafiosa della Noce.
Stavolta c’è un indizio più concreto. Gli incontri sono avvenuti in un’agenzia di scommesse a Tommaso Natale, una delle tante dietro cui ci sarebbe la regia di Serio. C’è di più, perché Stagno è stato intercettato mentre diceva: “Io banco vedi che sono”. Frase che sembrerebbe riferirsi proprio alla gestione delle scommesse. E poi il riferimento a “cento agenzie”.
“Renzo che è uscito per fine pena”
Parlando con Albomonte sarebbe venuta fuori la figura di Renzo Lo Nigro “che è uscito per fine pena”. Anche lui vive alla Noce ed effettivamente è stato arrestato nel 2013 e scarcerato nel 2022. C’era fibrillazione in quei giorni. Avevano saputo del nuovo collaboratore di giustizia, “un pentito della via Cipressi”, Alessandro La Dolcetta.
Sul conto di quest’ultimo Stagno sembrava avere notizie di prima mano. La Dolcetta era stato picchiato assieme ad altre persone. Usarono “i manganelli” e gli infilarono “la testa dentro i fusti”. A quel punto “La Dolcetta è uscito da là, si è infilato in caserma e si è fatto sbirro“.
La riunione e l’assenza forzata
A proposito di Lo Nigro. È con lui che Nunzio Serio avrebbe dovuto incontrarsi il 17 maggio 2023. La sera precedente, però, i carabinieri lo arrestarono dopo che la Corte di appello emise il verdetto di condanna a 16 anni di carcere. Non si aspettava evidentemente l’evoluzione della sua vicenda giudiziaria.
Alla riunione al suo posto si presentò Stagno. C’erano Lo Nigro, Gianluca Albamonte e Leandro Cangemi, che fino al suo arresto nel blitz dei 181 delle scorse settimane era un insospettabile elettricista.
Stagno sapeva che da quel momento in poi avrebbe dovuto accollarsi maggiori responsabilità: “Forse non lo hai capito… hanno arrestato a Nunzio, ora devo bussare io… non ci voleva… quando tu a una struttura ci levi un pilastro forte… stiamo parlando di un pilastro forte, non è che stiamo parlando…”.
“Ringraziando Dio…”
Ma sapeva che potevano reggere la botta perché “ringraziando Dio nostro fratello ha sempre seminato bene lui, la sua famiglia, tutti gli altri fratelli che mancano… non siamo soli… mi sono andato a coricare stanotte tardi per questo… soddisfatto e contento e oggi… sono sceso con la voglia più di ieri… non siamo soli e abbiamo fratelli che ci hanno allungato le mani subito…”.
Qualcuno lo aveva rassicurato che “in mezz’ora cinquanta motori con cento ragazzi te li posso mandare subito… manca un pezzo grosso però siamo appuntellati buoni… dobbiamo cercare di scansare a Mimmo (Domenico Serio, ndr), non lo possiamo coinvolgere più di tanto”.