Corsa clandestina di cavalli VIDEO La denuncia diventa social

Corsa clandestina di cavalli VIDEO La denuncia diventa social

Commenti

    Su Tick Tock ci sono tantissimi video simili , di persone che ostentano la loro Presunzione con le corese Clandestine di Cavalli e sono tutti rintracciabili e riconoscibili perchè le immagini sono molto chiare e piene di dettagli.Buon lavoro alle Forze dell’Ordine che li scoveranno.

    da vedere se poi prenderanno provvedimenti o lasceranno stare perche’ i soggetti figli di qualche boss di quartieree quindi intoccabile

    VERGOGNA TUTTA NOSTRA….
    SI “ALLENANO” OGNI FINE SETTIMANA NELLA ZONA INDUSTRIALE DI PIANO TAVOLA QUESTI ESSERI IMMONDI, UNA MATTINA MI STAVANO AGGREDENDO MENTRE MI RECAVO A LAVORO, PERCHè A LORO PARERE NON HO RALLENTATO,
    UN ALTRA MATTINA IL CAVALLO CHE SI VEDE NEL VIDEO STAVA FINENDO IN UN BURRONE PERCHè ERA STANCO E IMBIZZARRITO.

    I CARABINIERI DEL QUARTIERE… MEGLIO LASCIAR PERDERE, COME HANNO DETTO A ME UNA MATTINA IN CASERMA GUARDANDOSI IN FACCIA.

    W LA SICILIA
    W L’ITALIA

    Il meglio lasciar perdere sta cominciando ad essere una risposta intollerabile.
    La mattina presto sta gentaglia andrebbe fermata e sanzionata ed il cavallo sequestrato immediatamente.
    I cavalli devono sgambettare all’ippodromo o in campagna per chi ha la “passione”.
    Tutto il resto è la mancanza di volontà di porre fine a questa follia che ha sempre alla base il giro di denaro di gentaglia inutile.

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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