Emergenza caldo in Sicilia: punte di 48 gradi IL VIDEO

Emergenza caldo in Sicilia: punte di 48 gradi IL VIDEO

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    Spiegate alla Protezione civile che:
    1) gli incendi non sono dovuti alle temperature ma alla mano dell’uomo.
    2) a Palermo la temperatura massima è stata di 28 gradi, lontanissima dai fantomatici 40 gradi.
    3) come ha detto il direttore di Live Sicilia, ci sono temporali sparsi in tutta la Sicilia e stanotte alle 430 c’è stata una bufera di vento a Palermo non prevista da nessuno.

    Spiegate all’esperto della Protezione civile che a maggior ragione gli anziani dovrebbero andare in luoghi salubri a respirare aria buona e a ossigenarsi (montagna, collina, mare, parchi, laghi, fiumi…), non certo chiudersi in centri commerciali con l’aria viziata e rischio di contagio di covid e altre malattie.

    Infine non si capisce sulla base di quale sito meteo la Protezione Civile abbia messo allerta rossa su Palermo, dato che non ci sono previste temperature da allerta rossa. Infatti weather. com prevede su Palermo sabato minima 22 massima 29,
    Il sito ad alta specializzazione Accuweather invece prevede su Palermo sabato minima di 22 massima di 28 gradi.
    Meteogiuliacci prevede per sabato a Palermo minima 20 gradi massima 28 gradi.
    Tutte temperature lontanissime dall’allerta rossa.

    Ultima notazione.
    48 gradi dove sarebbero stati registrati? Non risulta nessuna città o paese in Sicilia con 48 gradi di temperatura nè oggi nè ieri nè nei giorni scorsi.
    E poi cari esperti della Protezione Civile, la gente è da un anno e mezzo chiusa in casa per covid, una volta che c’è la zona bianca nessun allarme rosso caldo fermerà la gente che vuole tornare a vivere.
    E operatori turistici, negozianti, albergatori, ristoratori sono furiosi contro continui allarmi e allerte. Basta!

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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