Musumeci: "Pattugliamento per fermare le navi in partenza"

Musumeci: “Pattugliamento per fermare le navi in partenza”

Commenti

    Signor Presidente della Regione Siciliana, prima le batta Lei i pugni sui tavoli romani.
    Lo Statuto glielo consente!
    p.s redazione, la Sicilia è retta da un Presidente, non da un governatore.

    finalmente si comincia a pensare di prendere un provvedimento.

    BASTA CON GLI INCONTRI E CON LE CABINE DI REGIA. IL MINISTRO DOVREBBE DIMETTERSI, PER QUESTO TIPO DI RUOLO SERVE ALTRO.
    BISOGNA COMINCIARE A RIMPATRIARE, SENZE SE E SENZA MA, CON ADDEBITO DELLE SPESE A CARCO DELLA COMMSSIONE EUROPEA:

    Ma Di maio potente ministro degli esteri cinquestelle che dice? Silenzio

    Vergogna,in Australia e in altri paesi molto evoluti rispetto all’italia queste cose nn succedono,appena intercettati clandestini irregolari, vengono arrestati e immediatamente rimpatriati

    Musumeci da il meglio (!) di sè quando imita alla bene e meglio lo stile militaresco.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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