Aggredito l'arbitro di una partita Under 17: la condanna di Morgana

Riposto, aggredito l’arbitro di una partita Under 17: le reazioni VIDEO

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Commenti

    Chiudere lo stadio in questione per tutta la stagione rimanente.
    Multare pesantemente le due società.
    Molta gente frequenta lo stadio per scaricare le frustrazioni personali.
    Nessun altra contromisura.

    Basta con queste condanne a parole inutili! Anche Morgana la pianti con ste dichiarazioni e si rivolga a ministro prefetti e forze dell’ordine per avere giustizia sto povero ragazzo!! Squalificate tutti a vita e mandateli in galera per un po’ forse si chiariranno le idee sulla vita perché questa è gente che sancirà non ha capito ….niente! La cosa che mi avvilisce che parliamo di ragazzi giovani e non solo purtroppo, una bella vacanza in galera nella peggiore sezione del carcere e forse cominceranno a rinsavire

    Sono un arbitro non più in attività.
    Credo che le parole di condanna ormai servano a nulla.
    Senza pene certe e severe il problema violenza ( in generale ) non si risolverà mai.
    Le immagini fanno male e fa ribrezzo vedere dei codardi che in gruppo si sentono invincibili…..
    Ma le stesse immagini DEVONO essere utilizzate dalle Forze dell’ordine per colpire severamente gli autori.
    Solidarietà al ragazzo e ai suoi genitori.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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