Palermo, blitz alla Rap: "furbetti del cartellino", oltre 100 indagati

Palermo, “furbetti del cartellino”: blitz alla Rap, indagati 101 ‘assenteisti’

Scoperti quasi 1.400 episodi VIDEO

PALERMO – L’indagine fotografa i mesi da maggio a luglio 2021. I numeri sono da maxi inchiesta. Si deve parlare di “assenteismo di massa” alla Rap, la società partecipata del Comune di Palermo che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, spazzamento delle strade incluso.

Sono 101 i dipendenti indagati, fra netturbini e impiegati di ufficio. Per diciotto di loro la Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Elisabetta Stampacchia la misura cautelare dell’obbligo di firma in caserma. I reati contestati sono truffa aggravata, false attestazioni o certificazioni e appropriazione indebita.

Tutto è partito dalla segnalazione di un dirigente che aveva riscontrato dei furti di carburante. I carabinieri della compagnia di piazza Verdi hanno acceso le telecamere nell’autoparco di via Ingham, nel rione Brancaccio, e in altri uffici. Lo spaccato è disarmante: mille e 385 episodi di assenteismo per oltre duemila e 800 ore pagate dall’azienda senza che i dipendenti fossero presenti. il danno ammonta a 40 mila euro. Chi era in azienda timbrava il cartellino per chi era rimasto a casa o si allontanava per sbrigare faccende private. Altri ancora andavano al bar o fare la spesa al supermercato, altri facevano il pisolino in macchina. Nel frattempo la città andava in affanno. Cassonetti stracolmi e cumuli di spazzatura in strada non sono più un’emergenza ma una costante.

I nomi

Nel corso dell’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, sono emersi anche casi di furto. Due indagati rubavano il gasolio dagli autocompattatori fermi nell’officina di via Ingham per riparazione.

Ecco chi ha l’obbligo di presentazione in caserma: Domenico Biondo, Rosario Camilleri, Andrea Cardinale, Luigi Contorno, Michele D’Amico, Carmelo D’Attila, Salvatore De Luca, Francesco Paolo Morana, Rosario Fazzino, Calogero Gambino, Marco Gulotta, Giuseppe Martorana, Onofrio Messina, Antonina Oliveri, Fiorenza Raparino, Fabio Vultaggio, Michele Gaeta e Silvetro Calivà (questi ultimi due sono impiegati dell’officina e viene loro contestato di essersi “appropriati indebitamente” della benzina).

Todaro: “Parte civile al processo”

“Ringrazio la procura e i carabinieri per il forte impulso dato alle indagini, scaturite dalla denuncia di un nostro dirigente. Al contempo mi rammarico che vengano coinvolti, anche in flagranza di reato, dipendenti accusati di atti criminali contro la propria azienda. Oltre a danneggiare l’immagine della Rap, vengono colpiti anche tutti quei lavoratori che ogni giorno svolgono con dedizione il loro dovere. Questa inchiesta è un’ulteriore tegola che si abbatte sulla Rap”. Lo dice il presidente della Rap Giuseppe Todaro.

“Tutto questo accade mentre ci battiamo e sacrifichiamo tempo e risorse per tenere in piedi l’azienda, per scongiurare l’ennesima emergenza, per risanare i conti ed evitare anche il fallimento. Ogni giorno – aggiunge – contrastiamo migliaia di palermitani che abbandonano rifiuti ovunque, mezza città che pretende un servizio adeguato ma poi dimentica di pagare la Tari e adesso ci tocca aprire un ulteriore fronte all’interno, con decine di dipendenti che, a quanto pare, non hanno ancora capito quanto seriamente a rischio sia il futuro dell’azienda. Se confermate le ipotesi accusatorie, prenderemo provvedimenti durissimi, ove ci siano i presupposti anche per il licenziamento. Oltre, ovviamente, a costituirci parte civile nell’eventuale processo. Tutti i dipendenti – conclude Todaro – devono sapere che la catena dei controlli è serrata e l’attenzione è massima perché la città vuole risposte di serietà e affidabilità e non ci saranno sconti per nessuno”.

Lagalla: “Fare luce sulla vicenda”

Esprimo sdegno per i particolari che stanno emergendo dall’operazione dei carabinieri alla Rap, su impulso della procura – dice il sindaco di Palermo Lagalla -. Il mio augurio è che, per il bene dell’azienda e dell’amministrazione, venga fatta piena luce su tutta la vicenda e sugli eventuali responsabili e ai vertici della Rap chiedo che vengano adottati tutti i procedimenti disciplinari possibili previsti in questi frangenti. Il mio pensiero e il mio ringraziamento vanno a chi in questo momento all’interno dell’azienda sta lavorando con impegno in questa fase delicata durante la quale si sta cercando di venire fuori dall’emergenza, a differenza di coloro che, credendosi furbi, saltano a piacimento ore di lavoro, arrecando un danno all’azienda e alla città”.

Varchi: “Sdegno per quanto accaduto”

“Le notizie relative all’inchiesta sulla Rap suscitano sdegno e sono certa che le autorità competenti andranno fino in fondo, chiarendo quanto è accaduto nel 2021. A noi adesso il compito di dotare la municipalizzata di quegli strumenti necessari per evitare che fatti del genere si possano ripetere”. Lo dichiara Carolina Varchi, vicesindaco di Palermo con delega alle società partecipate.

“Le dimensioni del fenomeno e la quantità di presunti ‘furbetti’ coinvolti nell’inchiesta – prosegue – rappresentano allarmi chiarissimi che non possono essere e non saranno ignorati: il contesto organizzativo della società, se quanto è emerso oggi fosse confermato all’esito di un giudizio, non è tale da garantire ordine e legalità. Spetta al Comune, allora, in qualità di socio unico, intervenire sulla riorganizzazione dell’azienda sorvegliando questo processo e prevedendo strumenti utili a evitare quanto è stato contestato agli indagati. Azioni che gettano discredito – conclude Varchi – su un’intera città”.


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