Sicilia, il buco e le entrate irregolari: la ricetta di Falcone VIDEO

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Commenti

    Mi ricorda il bullo che preso uno schiaffone chiamò il padre….che gli diede il secondo.
    Non gli rimase che piangere…..

    Pare Tonio Cartonio, altro che falcone…

    Dopo aver ascoltato le parole di Falcone non si può essere completamente d’accordo con quanto dichiarato a Sala D’Ercole da Micciché: «Veniamo da cinque anni di presa per il c…, con un assessore all’Economia Gaetano Armao davvero imbarazzante. Anche se non lo amo molto io ho fiducia in Marco Falcone, che è più st…zo ma più serio di Armao». Onorevole Micciché, la fiducia è una cosa seria e in questo frangente l’assessore Falcone con la sua ricetta è perfettamente in linea con l’imbarazzante Armao.

    Questo tizio artefice del buco adesso fa l’assessore al bilancio. È sconcertante vedere come il nuovo presidente continui ad apprezzare il lavoro fatto da Nullo. Non ci sono parole. Andate a prendere ARMAO e company e chiedetegli come é cosa hanno fatto e scoprirete…..

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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